Se si sta chiedendo se investire in oro conviene, il mercato del 2025 ha già risposto con i fatti: l’oro ha stabilito 53 nuovi massimi storici nel corso dell’anno, con un prezzo medio annuo in crescita del +44% rispetto al 2024. Al 5 aprile 2026, la quotazione si attesta a circa €130,46 al grammo — un livello che cinque anni fa sarebbe parso irraggiungibile.
Noi di Costanzo Gold Traders seguiamo il mercato dei metalli preziosi da anni, ed è raro osservare un ciclo rialzista così sostenuto e così ampio. La domanda che ci pongono più spesso i clienti, però, non è “quanto vale l’oro oggi” ma “è ancora il momento giusto per comprare?”
Il 2025 in numeri: perché l’oro ha sovraperformato
Secondo il World Gold Council — Gold Demand Trends Full Year 2025, il 2025 è stato l’anno più straordinario per l’oro da oltre mezzo secolo. La domanda globale ha sfiorato le 5.000 tonnellate, il valore totale degli scambi ha superato i 555 miliardi di dollari (+45% anno su anno), e la domanda mondiale di lingotti e monete d’investimento ha raggiunto 1.374 tonnellate — un massimo degli ultimi 12 anni, +16% rispetto al 2024.
Il dato più rilevante per l’investitore europeo è però questo: in Europa la domanda di lingotti e monete è cresciuta dell’+85% anno su anno — la regione con la crescita più rapida al mondo. Non si tratta di speculazione: investitori privati e istituzionali europei hanno aumentato significativamente le posizioni in oro fisico. Chi ha agito nel 2024 o inizio 2025 ha catturato rendimenti eccezionali; chi valuta oggi si trova davanti a prezzi più alti ma anche a un mercato più solido e analizzato.
Le previsioni degli analisti per il 2026: oro sopra $5.000?
Le previsioni per il 2026 restano prevalentemente rialziste. Il sondaggio annuale della LBMA (London Bullion Market Association) mostra un prezzo medio di consenso a $4.741,97/oz, con 22 analisti su 28 che prevedono l’oro sopra i $5.000 in qualche momento dell’anno. JP Morgan ha fissato il proprio obiettivo a $5.055/oz entro il quarto trimestre 2026.
Il World Gold Council Gold Outlook 2026 delinea tre scenari: moderatamente rialzista (+5/+15%) in caso di rallentamento globale e tassi in discesa; fortemente rialzista (+15/+30%) in caso di recessione profonda; ribassista (-5/-20%) solo se le politiche commerciali statunitensi producessero un rimbalzo inflazionistico sostenuto. Anche in quest’ultimo scenario il prezzo resterebbe ben sopra i livelli pre-2024. Per un investitore con orizzonte pluriennale, la domanda non è se l’oro vale: è come acquistarlo nel modo corretto.
Come investire in oro fisico in Italia: prodotti, IVA e normativa
In Italia, l’oro da investimento è disciplinato dalla Legge 7/2000, che recepisce la Direttiva europea 98/80/CE. La norma definisce due categorie di prodotti esenti IVA:
- Lingotti (barre): titolo minimo 995/1000, peso da 1 grammo in su, acquistati da un operatore OAM-registrato
- Monete da investimento: coniate dopo il 1800, con corso legale nel paese d’origine, titolo minimo 900/1000
I lingotti d’oro che Costanzo Gold Traders commercializza sono certificati LBMA con titolo 999,9/1000 e disponibili nei formati più richiesti: da 2 grammi fino a 1 chilogrammo. Per chi vuole iniziare con importi contenuti, i tagli da 5g o 10g sono ideali per costruire una posizione graduale nel tempo. Tra le monete più richieste figurano la Sterlina Sovrana Britannica, il Krugerrand sudafricano, il Maple Leaf canadese e la Filarmonica di Vienna — tutte ammesse alla lista ufficiale delle monete d’oro da investimento esenti IVA nel 2026.
Dal 17 aprile 2025, il registro dei commercianti d’oro è gestito dall’OAM (Organismo Agenti e Mediatori), in seguito al D.Lgs. 211/2024. In qualità di operatori professionali iscritti all’OAM, noi di Costanzo Gold Traders siamo tenuti a rilasciare regolare documentazione fiscale per ogni transazione e a rispettare i requisiti antiriciclaggio previsti dalla normativa. Per acquisti superiori a €500, il pagamento deve avvenire con metodo tracciabile.
La regola fiscale che può costare cara — e come evitarla
Un dettaglio normativo che molti investitori ignorano riguarda la tassazione delle plusvalenze. La plusvalenza sulla vendita di oro da investimento è tassata al 26% sul guadagno netto, ma solo a condizione di disporre della documentazione originale d’acquisto (fattura o ricevuta). Se questa documentazione manca, il 26% si applica all’intero corrispettivo di vendita.
Su un lingotto da 100 grammi acquistato a €10.000 e venduto a €13.000, la differenza tra avere o non avere la fattura equivale a un’imposta di €780 invece di €3.380. Conservare ogni ricevuta d’acquisto non è un’opzione: è una condizione essenziale per ottimizzare il trattamento fiscale dell’investimento.
Va segnalato che durante i lavori sulla Legge di Bilancio 2026 erano state avanzate proposte di affrancamento (rivalutazione della base imponibile con imposta sostitutiva del 12,5–13%), ma entrambe le proposte sono state ritirate. Il regime attuale al 26% rimane in vigore.
Domande frequenti
Investire in oro conviene anche con prezzi così alti?
Con l’oro a ~€130/g, i prezzi sono su massimi storici. Tuttavia, 22 analisti su 28 della LBMA prevedono un ulteriore rialzo oltre $5.000/oz nel 2026. Per ridurre il rischio di timing, è consigliabile distribuire gli acquisti nel tempo con un piano di accumulo graduale.
Pago l’IVA comprando oro fisico in Italia?
No, a condizione di acquistare oro da investimento qualificato (lingotti ≥995/1000 o monete ≥900/1000 coniate dopo il 1800) da un operatore iscritto all’OAM. L’esenzione IVA è garantita dalla Legge 7/2000.
Come verifico che un dealer di oro sia legale e affidabile?
Tutti i commercianti professionali di oro in Italia devono essere iscritti al Registro OPO dell’OAM, verificabile gratuitamente su organismo-am.it. Operare senza iscrizione costituisce reato penale ai sensi della normativa vigente.