Oro Torna a Salire Dopo un Mese di Ribassi: Conviene Comprare Lingotti o Monete a Fine Settembre 2026?
In sintesi
A fine settembre 2026 l’oro ha archiviato la prima settimana positiva in quattro, risalendo sopra i 4.350 dollari l’oncia (circa 122 euro al grammo) nonostante il primo rialzo dei tassi Fed dal 2023: chi valuta di comprare oro a settembre 2026 si trova quindi davanti a un mercato che ha assorbito la stretta monetaria senza cedere terreno in modo duraturo. Il recupero è stato sostenuto dal calo del petrolio e dagli acquisti record delle banche centrali, due fattori strutturali che, nella nostra esperienza nel settore dei metalli preziosi da investimento, continuano a sostenere la domanda fisica di lingotti e monete.
Lunedì scorso molti risparmiatori si sono chiesti se convenisse aspettare un ulteriore ribasso prima di comprare oro fisico, dopo che la Federal Reserve aveva alzato i tassi per la prima volta dal luglio 2023. Il quesito è legittimo, ma la risposta richiede di guardare ai dati della settimana appena chiusa, non solo alla singola decisione di politica monetaria.
Perché l’Oro È Risalito Nonostante il Rialzo dei Tassi Fed?
Il 16 settembre 2026 il Federal Open Market Committee ha portato il range dei Fed Funds dal 3,50%-3,75% al 3,75%-4%, con voto unanime: si tratta del primo aumento dopo la fase di tagli iniziata a luglio 2023, per un totale di 175 punti base di riduzioni poi invertite (Il Sole 24 Ore). Sedici governatori su diciotto ritengono necessario un ulteriore rialzo entro fine anno, secondo il “dot plot” pubblicato dopo la riunione (CNBC).
La reazione immediata dell’oro è stata negativa: i future con scadenza dicembre sono scesi fino a 4.290 dollari e lo spot ha toccato un minimo di 4.252 dollari l’oncia. Nei giorni successivi, però, la quotazione è risalita sopra 4.300 dollari e ha proseguito il recupero, chiudendo la settimana a 4.354,25 dollari l’oncia, in progresso su base settimanale per la prima volta in quattro settimane, pur restando in calo del 6,40% nell’ultimo mese e in rialzo del 16,20% su base annua (Trading Economics). In euro, ai cambi di metà settembre (1,147-1,148 dollari per euro), il livello corrisponde a circa 122 euro al grammo (Trading Economics). Per mettere il dato in prospettiva, la quotazione resta comunque circa il 22% al di sotto del massimo storico di 5.589,38 dollari l’oncia toccato il 28 gennaio 2026 (Kitco): chi ha aspettato quel picco per vendere ha fatto bene, ma chi oggi valuta un primo ingresso si trova comunque su livelli ben lontani da un massimo di ciclo.
Cosa C’è Dietro il Recupero: Petrolio in Calo e Banche Centrali Che Comprano Ancora
Il sostegno principale è arrivato dal calo dei prezzi del petrolio, che ha attenuato i timori di un’inflazione più persistente e quindi di rialzi dei tassi ancora più aggressivi nei prossimi mesi (Trading Economics). Quando il mercato percepisce che il ciclo restrittivo della Fed potrebbe fermarsi dopo uno o due ulteriori interventi, l’oro tende a recuperare più rapidamente rispetto ai periodi in cui l’incertezza sui tassi resta aperta.
Il secondo fattore, strutturale e non legato alla singola settimana, è la domanda delle banche centrali. Il World Gold Council stima acquisti netti per circa 850 tonnellate nel 2026, dopo un secondo trimestre record da quasi 289 tonnellate, il migliore di sempre per quel periodo dell’anno, trainato da Polonia e Cina (World Gold Council). Come spiega Stefano Costanzo, titolare di Costanzo Gold Traders, “quando gli acquisti istituzionali restano su questi ritmi, i ribassi tendono a essere più contenuti e più brevi: è un elemento che chi investe in oro fisico dovrebbe considerare prima di rimandare un acquisto in attesa del minimo perfetto”.
Conviene Comprare Oro Adesso o Aspettare un Ribasso?
Per chi valuta di comprare oro fisico a fine settembre 2026, la settimana appena conclusa offre un’indicazione utile: il mercato ha già messo alla prova la reazione a un rialzo dei tassi, e il prezzo non è crollato in modo duraturo. Questo non significa che nuove oscillazioni non siano possibili, soprattutto se la Fed confermerà un secondo rialzo entro dicembre, ma riduce il rischio di restare fuori dal mercato in attesa di un ribasso che potrebbe non arrivare, o arrivare più piccolo di quanto sperato.
Nella nostra esperienza nel settore dei metalli preziosi da investimento, in fasi come questa molti clienti preferiscono frazionare l’acquisto in più tranche, ad esempio dedicando una parte del budget a un lingotto d’oro LBMA da 50 o 100 grammi e una parte a monete più liquide come la Sterlina o il Krugerrand, invece di concentrare tutto il capitale in un’unica operazione. Per chi si avvicina per la prima volta all’oro fisico, la nostra guida all’investimento in oro fisico illustra come impostare un piano d’acquisto coerente con i propri obiettivi.
Chi preferisce iniziare con un budget più contenuto può valutare anche l’oro al grammo nei tagli 18, 21 o 24 carati, un punto di ingresso più accessibile rispetto a un lingotto da 100 grammi, pur restando consapevole che la purezza inferiore ai 995 millesimi lo esclude dal regime di oro da investimento esente IVA. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi consigliamo ai clienti che ragionano in ottica di investimento puro di orientarsi su lingotti o monete con purezza elevata, riservando l’oro a carati più bassi a un uso più simile al gioiello che al risparmio.
Due elementi di garanzia restano centrali in qualsiasi acquisto, a prescindere dal momento di mercato. Il primo è la certificazione: i lingotti commercializzati da Costanzo Gold Traders sono certificati LBMA (London Bullion Market Association), lo standard “Good Delivery” che impone una purezza minima di 995 millesimi per i lingotti standard e di 999,9 millesimi per i kilobar, con marchio della zecca, titolo, anno e numero di serie riportati su ogni pezzo (LBMA). Il secondo è la regolarità dell’operatore: Costanzo Gold Traders è iscritto all’OAM (Organismo Agenti e Mediatori) nel Registro degli Operatori Professionali in Oro, attivo dal 17 aprile 2025 (OAM), condizione necessaria per operare legalmente nella compravendita di oro da investimento in Italia.
Sul fronte fiscale, ricordiamo che l’oro da investimento – lingotti e placchette con purezza pari o superiore a 995 millesimi, monete con purezza pari o superiore a 900 millesimi – acquistato presso un operatore professionale registrato è esente da IVA ai sensi dell’articolo 10, comma 1, n. 11 del DPR 633/1972, come modificato dalla Legge 7/2000 (Agenzia delle Entrate). Questo distingue l’oro fisico da investimento da altri strumenti finanziari legati al metallo, ed è uno dei motivi per cui molti risparmiatori italiani lo preferiscono come componente stabile del portafoglio.
Domande frequenti
È un buon momento per comprare oro a settembre 2026?
Il prezzo ha appena chiuso la prima settimana positiva in un mese e ha assorbito il rialzo dei tassi Fed senza crolli duraturi, un segnale che riduce, senza eliminarlo, il rischio di attendere invano un ribasso più marcato. La scelta va comunque calibrata sui propri obiettivi e orizzonte temporale.
Perché l’oro sale anche quando la Fed alza i tassi?
Un rialzo dei tassi rende in teoria l’oro meno attraente rispetto ad asset che generano interesse, ma quando è già atteso dal mercato l’effetto si esaurisce rapidamente; a sostenere il prezzo restano fattori strutturali come gli acquisti record delle banche centrali e, in questo caso, il calo del petrolio che ha ridotto i timori di ulteriore inflazione.
Conviene comprare tutto subito o distribuire l’acquisto nel tempo?
In fasi di mercato con tassi ancora in evoluzione, molti investitori preferiscono dividere il capitale in più acquisti scaglionati nel tempo, riducendo l’impatto delle oscillazioni di breve periodo rispetto a un’unica operazione concentrata in un solo giorno.