Goldman Sachs Alza il Target dell’Oro a 4.900 Dollari per Fine 2026: Conviene Comprare Lingotti e Monete Ora?
In sintesi
Goldman Sachs ha rivisto al rialzo la propria previsione sul prezzo dell’oro per la fine del 2026, portando il target da 4.300 a 4.900 dollari l’oncia, mentre a metà agosto 2026 la quotazione spot oscilla tra 4.300 e 4.380 dollari, pari a circa 120 euro al grammo. Per chi valuta di investire in oro fisico, la domanda centrale non è se il trend resti positivo, ma quale pezzatura di lingotti o quale moneta acquistare prima del prossimo, atteso, taglio dei tassi della Federal Reserve.
Come spiega Stefano Costanzo, titolare di Costanzo Gold Traders, nella nostra esperienza nel settore dei metalli preziosi da investimento i mesi che precedono una decisione della Fed sono tipicamente quelli in cui la domanda fisica accelera, perché gli investitori privati cercano di anticipare il mercato prima che il rialzo si consolidi nei prezzi al dettaglio.
Perché Goldman Sachs Ha Alzato il Target dell’Oro a 4.900 Dollari?
Goldman Sachs attribuisce la revisione a due fattori principali: gli acquisti delle banche centrali, che la banca d’affari stima in una media di 70-80 tonnellate al mese nel biennio 2025-2026 mentre le istituzioni dei mercati emergenti continuano a diversificare le riserve, e i flussi in ingresso verso gli ETF occidentali, attesi in crescita man mano che la Federal Reserve taglia i tassi di riferimento di circa 100 punti base entro la metà del 2026 (Investing.com).
Va notato che il prezzo dell’oro resta ancora ben al di sotto del massimo storico di 5.589,38 dollari toccato il 28 gennaio 2026: la quotazione attuale riflette quindi una correzione seguita da una nuova fase di recupero, non una corsa ininterrotta. Su base annua, tuttavia, il guadagno resta superiore al 21%, un dato che il Sole 24 Ore ha più volte richiamato nelle proprie analisi sul mercato spot (Il Sole 24 Ore).
L’altro pilastro della revisione riguarda le banche centrali, che dal 2022 hanno costantemente aumentato le riserve auree come strumento di diversificazione rispetto al dollaro. Anche la Banca d’Italia mantiene tra le maggiori riserve auree ufficiali al mondo, un dato che nella nostra attività quotidiana citiamo spesso ai clienti per spiegare perché l’oro fisico continui a essere considerato, anche dalle istituzioni, un bene rifugio strutturale e non una moda passeggera.
Cosa Sta Succedendo al Prezzo dell’Oro ad Agosto 2026?
Il 10 agosto 2026 l’oro spot ha toccato circa 4.378 dollari l’oncia, in rialzo di circa lo 0,8% rispetto alla seduta precedente, sostenuto dalle attese di un raffreddamento del mercato del lavoro statunitense e da un contesto geopolitico ancora instabile. In euro, il prezzo al grammo si è attestato intorno a 120 euro, con oscillazioni giornaliere anche superiori a un punto percentuale: un livello di volatilità che, nella nostra esperienza, è tipico delle fasi in cui il mercato attende un evento macroeconomico rilevante. Un anno fa, nell’agosto 2025, la quotazione viaggiava su livelli sensibilmente più bassi: il rialzo cumulato conferma che il trend non è un episodio isolato di questa settimana, ma una tendenza che dura ormai da diversi trimestri.
Il riferimento istituzionale resta il London Bullion Market Association (LBMA), che fissa il prezzo dell’oro due volte al giorno, alle 10:30 e alle 15:00 ora di Londra, tramite un’asta indipendente amministrata da ICE Benchmark Administration e pubblicata in dollari, sterline ed euro (LBMA). I lingotti commercializzati da Costanzo Gold Traders sono certificati secondo gli standard LBMA Good Delivery, con titolo minimo di 999,9/1000, lo stesso riferimento utilizzato dagli operatori professionali per quotare in tempo reale i prodotti fisici in vendita.
Conviene Comprare Oro Fisico Ora o Aspettare il Taglio dei Tassi Fed?
La prossima riunione del Federal Open Market Committee è fissata per il 16 settembre 2026, e il mercato attribuisce una probabilità elevata a un taglio dei tassi in quell’occasione, dopo la pausa decisa a gennaio (Ora Finanza). Un taglio dei tassi riduce il costo-opportunità di detenere un bene rifugio come l’oro, che non paga cedole né dividendi, ed è storicamente uno dei fattori che più spingono la domanda fisica nelle settimane successive alla decisione.
Se Lei sta valutando l’acquisto, la domanda pratica non riguarda tanto “se” quanto “quando e come”. Attendere la riunione Fed nella speranza di un ingresso a prezzi più bassi comporta il rischio opposto: se il taglio viene confermato, la domanda fisica tende ad accelerare proprio nei giorni successivi, spingendo al rialzo anche il premio sullo spot applicato da rivenditori e zecche. Comprare oggi un lingotto da 50 o 100 grammi, o una moneta da investimento come la Sterlina o il Krugerrand, significa fissare il prezzo prima di un evento che il mercato considera ad alta probabilità di rialzo per il metallo.
Facciamo un esempio pratico: su un lingotto da 100 grammi, un rialzo dello spot di appena 3-4 euro al grammo nelle settimane successive alla riunione Fed si traduce in 300-400 euro di differenza sull’intero acquisto, a parità di premio applicato. Non è un calcolo che deve spingere Lei a decisioni affrettate, ma un elemento concreto da considerare quando si valuta il momento giusto per acquistare oro fisico, piuttosto che aspettare indefinitamente un ipotetico ribasso.
Lingotti o Monete: Quale Scegliere in Questo Contesto di Mercato?
Per chi punta su tagli medio-grandi con la massima efficienza sul premio, i lingotti da 100 grammi restano generalmente la scelta più liquida tra i formati intermedi, con un premio sullo spot tipicamente più contenuto rispetto ai tagli sotto i 50 grammi. Per chi cerca invece maggiore frazionabilità in vista di una rivendita parziale, monete come la Sterlina d’oro o il Krugerrand offrono una liquidità internazionale riconosciuta, oltre a un mercato numismatico secondario che i lingotti non hanno. Non esiste una scelta universalmente migliore: dipende dall’orizzonte temporale e dall’importo che Lei intende investire.
Nella nostra esperienza diretta come banco metalli attivo a Roma da decenni, i clienti che acquistano per la prima volta tendono a preferire tagli piccoli e monete riconoscibili, mentre chi ha già costruito un portafoglio in oro fisico si orienta più spesso verso lingotti da 100 grammi o superiori. In entrambi i casi, il criterio che consigliamo di privilegiare resta la certificazione del prodotto e la tracciabilità della provenienza, non solo il prezzo di listino più basso.
Su questo punto, i dati del World Gold Council relativi al 2026 confermano che la domanda combinata di lingotti e monete da investimento resta uno dei pilastri della domanda fisica globale, accanto agli acquisti delle banche centrali (approfondimento sui dati WGC). Costanzo Gold Traders è iscritto all’OAM (Organismo Agenti e Mediatori) nel Registro degli Operatori Professionali in Oro, la qualifica richiesta dalla Legge 7/2000 per commercializzare oro da investimento in esenzione IVA (OAM). Per una panoramica completa su come strutturare un investimento in oro fisico, può consultare la nostra guida all’investimento in oro fisico, mentre per un approfondimento sulle pezzature disponibili rimandiamo alla pagina dedicata ai lingotti d’oro.
Domande frequenti
Il target di 4.900 dollari di Goldman Sachs è una garanzia per chi investe oggi?
No, è una previsione, non una garanzia: il prezzo dell’oro dipende da variabili macroeconomiche che possono cambiare rapidamente, comprese le decisioni della Fed e la domanda delle banche centrali.
Meglio comprare un lingotto o una moneta d’oro in questo momento di mercato?
Dipende dall’importo e dall’orizzonte: i lingotti da 50-100 grammi offrono premi più contenuti per importi medio-alti, mentre le monete come Sterlina e Krugerrand garantiscono maggiore frazionabilità e liquidità internazionale.
Cosa succede al prezzo dell’oro se la Fed taglia i tassi a settembre 2026?
Storicamente un taglio dei tassi riduce il costo-opportunità di detenere oro fisico e tende a sostenere la domanda, sia da parte degli ETF occidentali sia da parte degli investitori privati.