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Oro 999 vs Oro 750: Quale Purezza Scegliere per Investire in Oro Fisico

Di Stefano Costanzo 7 min di lettura
Oro 999 vs Oro 750: Quale Purezza Scegliere per Investire in Oro Fisico

In sintesi

L’oro 999,9 millesimi (24 carati) è lo standard internazionale per l’investimento in oro fisico: i lingotti certificati LBMA richiedono una purezza minima di 995 parti per mille, e sono esenti da IVA ai sensi della Legge 17 gennaio 2000, n. 7. L’oro 750 millesimi (18 carati), utilizzato in gioielleria, è soggetto all’IVA del 22% e incorpora costi di lavorazione irrecuperabili che ne rendono la rivendita svantaggiosa. Per chi desidera acquistare oro fisico come investimento in Italia, scegliere il titolo giusto è il primo — e più importante — passo da compiere.

Quando un nuovo investitore entra per la prima volta da Costanzo Gold Traders a Roma, la domanda più frequente che ci pone è: «Ma l’oro è tutto uguale?». La risposta è no — e la differenza tra oro 999 e oro 750 è una delle prime spiegazioni che Stefano Costanzo, titolare e operatore specializzato nel settore dei metalli preziosi da investimento, fornisce a chi si avvicina per la prima volta a questo mercato. Il titolo millesimale non è un dettaglio tecnico da lasciare agli esperti: è una discriminante fiscale, economica e pratica che ogni investitore deve conoscere prima di effettuare qualsiasi acquisto.

Che cosa indica il titolo millesimale dell’oro?

Il titolo millesimale esprime la quantità di oro puro contenuta in 1.000 parti di lega. Un lingotto con titolo 999,9/1000 contiene 999,9 grammi di oro puro per ogni kilogrammo di materiale: è, per tutti gli effetti pratici, oro quasi assoluto. Un gioiello in oro 750/1000 (18 carati) contiene invece 750 grammi di oro puro e 250 grammi di altri metalli — rame, argento, palladio — per ogni kilogrammo di lega. La tabella seguente riassume i titoli più comuni e il loro impatto ai fini dell’investimento:

Titolo millesimale Carati Purezza Uso tipico Regime IVA
999,9/1000 24 kt 99,99% Lingotti LBMA, Maple Leaf, Filarmonica Esente
995/1000 ~24 kt 99,5% Soglia minima Good Delivery LBMA Esente
916,7/1000 22 kt 91,67% Krugerrand, Sterlina d’oro Esente
900/1000 21,6 kt 90% Marengo, 20 Franchi storici Esente
750/1000 18 kt 75% Gioielleria IVA 22%
585/1000 14 kt 58,5% Gioielleria IVA 22%

Perché l’oro 999 è lo standard internazionale per chi investe in oro fisico

Lo standard di riferimento per i lingotti da investimento è definito dalla London Bullion Market Association (LBMA), l’organismo che regola il mercato professionale dell’oro fisico a livello globale. La certificazione Good Delivery — che garantisce la liquidità di un lingotto su qualsiasi piazza finanziaria mondiale, da Londra a Dubai a Zurigo — richiede una purezza minima di 995 parti per mille, con marcatura del raffinatore e indicazione della finezza a quattro cifre significative. In pratica, i maggiori raffinatori accreditati LBMA — Valcambi, PAMP Suisse, Argor-Heraeus — producono quasi esclusivamente lingotti a 999,9/1000: tale purezza è diventata il titolo di riferimento del mercato.

Dal punto di vista fiscale italiano, la distinzione è ancora più marcata. La Legge 17 gennaio 2000, n. 7 — che ha recepito la Direttiva CE 98/80/CE — definisce “oro da investimento” l’oro in forma di barre o lingotti con purezza pari o superiore a 995/1000 e le monete con purezza pari o superiore a 900/1000, coniate dopo il 1800, con corso legale nel paese di origine. Per questo oro, la legge prevede l’esenzione dall’IVA. Come ha confermato l’Agenzia delle Entrate (Consulenza giuridica n. 4/2021), il requisito di composizione — purezza pari o superiore a 995/1000 — è condizione sufficiente per il regime di esenzione IVA ai lingotti.

Costanzo Gold Traders è iscritto all’OAM (Organismo Agenti e Mediatori) come operatore professionale in oro: tutti i lingotti che commercializziamo — nelle pezzature da 2 g a 1 kg — sono certificati LBMA (London Bullion Market Association) con titolo 999,9/1000, garantendo piena conformità alla Legge 7/2000 e massima liquidità sul mercato internazionale.

Oro 750 da gioielleria: tre costi che l’investitore non può recuperare

Acquistare gioielli in oro 18 carati come forma di investimento è un errore ricorrente. Le ragioni per evitarlo sono tre, e si cumulano:

1. IVA al 22%. L’oro da gioielleria è soggetto all’aliquota IVA ordinaria. Su un acquisto di €1.000 di gioielli, circa €180 sono un’imposta irrecuperabile alla rivendita. L’esenzione IVA è riservata esclusivamente all’oro da investimento ai sensi della Legge 7/2000, che esclude esplicitamente l’oreficeria di uso comune.

2. Costi di lavorazione irrecuperabili. Il prezzo di un gioiello incorpora il valore artistico e la manodopera orafa: componenti privi di valore di mercato alla rivendita. Chi cede un gioiello d’oro otterrà soltanto il valore del metallo puro contenuto, al netto dei costi di fusione.

3. Contenuto aureo ridotto. Un grammo di lega 750 contiene soltanto 0,75 g di oro puro. Con una quotazione spot intorno a €124 al grammo (fixing LBMA, giugno 2026, fonte Il Sole 24 Ore), il contenuto intrinseco di un grammo di oro 750 vale circa €93 — ma l’acquirente ha pagato molto di più, IVA inclusa. Un lingotto 999,9, al contrario, vale esattamente il suo peso in oro al prezzo di fixing.

Le monete da investimento: quando un titolo di 900 millesimi è sufficiente per la Legge 7/2000

Non tutto l’oro da investimento deve raggiungere il 999,9 millesimi. La Legge 7/2000 riconosce come esenti IVA anche le monete d’oro con titolo minimo 900/1000, purché abbiano avuto corso legale e siano state coniate dopo il 1800. È il caso del Marengo (900/1000, 21,6 carati) e della Sterlina d’oro (916,7/1000, 22 carati): fiscalmente equivalenti a un lingotto 999,9 ai fini IVA, ma con un profilo di investimento caratterizzato da un premio numismatico. Il Maple Leaf canadese e la Filarmonica Viennese raggiungono il 999,9/1000, massimizzando il contenuto aureo per grammo.

Come spiega Stefano Costanzo, titolare di Costanzo Gold Traders: «La scelta tra lingotto 999,9 e moneta da investimento dipende dalla strategia del cliente. Chi vuole massimizzare il grammo di oro puro sceglierà il lingotto; chi desidera anche un componente di rarità storica troverà nelle monete — Sterlina, Krugerrand, Marengo — caratteristiche specifiche che analizziamo insieme». Per approfondire, la guida all’oro da investimento fisico illustra i principali strumenti disponibili.

La Banca d’Italia (UIF) ricorda che le operazioni in oro da investimento comportano specifici obblighi di dichiarazione per gli operatori professionali: un motivo in più per acquistare esclusivamente da soggetti iscritti all’OAM come Costanzo Gold Traders.

Quanto costa acquistare oro 999 oggi? Pezzature e strategie per ogni investitore

Con una quotazione spot intorno a €124 al grammo (fonte: Il Sole 24 Ore, giugno 2026), i principali formati di lingotto 999,9 disponibili da Costanzo Gold Traders coprono ogni esigenza d’investimento: 10 g ≈ €1.240, 50 g ≈ €6.200, 100 g ≈ €12.400, 250 g ≈ €31.000, 1 kg ≈ €124.000. Il prezzo finale include un piccolo premio di raffinazione variabile per formato. Grazie all’esenzione IVA prevista dalla Legge 7/2000, l’investitore non paga il 22% di imposta che si applicherebbe invece a qualsiasi manufatto orafo del medesimo valore economico.

La scelta del taglio dipende dalla strategia. I lingotti di piccolo formato (da 2 g a 20 g) offrono flessibilità di liquidazione parziale, ideali per un piano di accumulo graduale; i tagli medi (50 g–250 g) bilanciano liquidità e contenimento del premio; il lingotto da 1 kg è la soluzione più efficiente per importi elevati. Ogni acquisto è accompagnato dalla certificazione originale del raffinatore LBMA, garanzia di autenticità e rivendibilità su qualsiasi mercato.

Domande frequenti

Qual è la differenza fiscale tra oro 999 e oro 750 in Italia?

L’oro 999 da investimento (lingotti con purezza ≥ 995/1000, monete ≥ 900/1000) è esente da IVA ai sensi della Legge 7/2000. L’oro 750 da gioielleria è soggetto all’aliquota IVA del 22%: chi acquista gioielli come investimento paga un’imposta irrecuperabile alla rivendita, rendendo l’operazione economicamente molto più onerosa rispetto a un lingotto LBMA.

Un lingotto LBMA è sempre a 999,9 millesimi?

Gli standard LBMA Good Delivery richiedono una purezza minima di 995/1000, ma i principali raffinatori accreditati — Valcambi, PAMP Suisse, Argor-Heraeus — producono quasi esclusivamente lingotti a 999,9/1000. Questo titolo è diventato il riferimento di fatto del mercato, garantendo massima liquidità e trasparenza.

Le monete Krugerrand e Marengo sono “oro da investimento” ai sensi della Legge 7/2000?

Sì: il Krugerrand (916,7/1000) e il Marengo (900/1000) rientrano nella definizione di “oro da investimento” della Legge 7/2000, avendo purezza superiore alla soglia minima del 900/1000 e avendo avuto corso legale. Godono quindi della medesima esenzione IVA dei lingotti 999,9.

Per una consulenza gratuita e senza impegno sull’investimento in oro, contatti Costanzo Gold Traders: i nostri esperti sono a Sua disposizione

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