Oro Verso i 6.000 Dollari? Le Nuove Stime di J.P. Morgan e Cosa Significano per Chi Investe in Lingotti e Monete
In sintesi
J.P. Morgan ha rivisto al rialzo le stime sull’oro, indicando un obiettivo di 6.000 dollari l’oncia entro la fine del 2026 (J.P. Morgan), mentre la quotazione spot si attesta oggi, 17 agosto 2026, intorno a 122 euro al grammo (Il Sole 24 Ore). Per chi vuole investire in oro fisico, la domanda concreta è se convenga aumentare ora l’allocazione in lingotti e monete oppure attendere un ritracciamento. In questo articolo analizziamo cosa guida le nuove stime e come muoversi in pratica.
Marco, cinquant’anni, ci scrive spesso con la stessa domanda che sentiamo da molti clienti in queste settimane: “Con l’oro che punta verso i 6.000 dollari, ha ancora senso comprare un lingotto adesso, o rischio di pagare un prezzo già troppo alto?”. È una domanda legittima, soprattutto dopo un anno in cui il metallo giallo ha toccato un massimo storico sopra i 5.600 dollari a gennaio, ha corretto di oltre il 20% nel trimestre peggiore dal 2013, e ora sta risalendo verso nuovi massimi. Non esiste una risposta valida per tutti, ma i dati disponibili offrono un quadro piuttosto chiaro su cosa sta muovendo il mercato e su come impostare una strategia d’acquisto sensata.
Perché J.P. Morgan alza le stime sull’oro a 6.000 dollari?
J.P. Morgan prevede che il prezzo dell’oro raggiunga i 6.000 dollari l’oncia entro la fine del 2026 e i 6.300 dollari entro la fine del 2027 (J.P. Morgan Global Research). Il driver principale resta la domanda delle banche centrali: secondo la banca d’affari, gli acquisti ufficiali hanno viaggiato a una media di 225 tonnellate trimestrali nel periodo 2021-2025, con la Banca Popolare Cinese che ha intensificato il ritmo, passando da circa 1 tonnellata al mese a un range di 5-8 tonnellate mensili nei mesi più recenti. A questo si aggiungono l’incertezza geopolitica persistente e le preoccupazioni legate al debito pubblico statunitense, all’inflazione e alla svalutazione delle valute, fattori che continuano a sostenere il ruolo dell’oro come riserva di valore. Lo scenario ribassista, secondo gli analisti, dipenderebbe da un mercato del lavoro USA più forte del previsto, che spingerebbe la Federal Reserve verso rialzi dei tassi capaci di ridurre l’attrattiva relativa dell’oro rispetto agli asset che generano rendimento.
Cosa dicono i dati del World Gold Council sulla domanda fisica di lingotti e monete
I numeri del World Gold Council confermano che l’interesse per l’oro fisico non si è fermato nonostante i prezzi elevati. Nel secondo trimestre del 2026, la domanda indiana di lingotti e monete ha toccato le 50 tonnellate, pari al 16% della domanda mondiale nello stesso segmento (World Gold Council). Nello stesso periodo, mentre gli Stati Uniti hanno registrato deflussi netti di 44 tonnellate dagli ETF sull’oro e la Cina di 22 tonnellate, la domanda di prodotti fisici — lingotti, monete e oro al grammo — è rimasta relativamente solida. È un segnale importante per chi investe in oro fisico in Italia: a differenza degli strumenti finanziari collegati all’oro, un lingotto o una moneta certificata restano un bene tangibile, che l’investitore può detenere direttamente senza esposizione al rischio di controparte.
Con l’oro a 122 euro al grammo, conviene ancora comprare lingotti e monete?
Alla data del 17 agosto 2026 la quotazione spot dell’oro si attesta intorno a 122,03 euro al grammo, in leggero rialzo dello 0,31% nella seduta (Il Sole 24 Ore). Nella nostra esperienza nel settore dei metalli preziosi da investimento, la domanda “è il momento giusto” ha quasi sempre la stessa risposta: dipende dall’orizzonte temporale e dall’obiettivo dell’investitore, non dal timing perfetto sul singolo giorno. Chi punta a una diversificazione strutturale del portafoglio, con un orizzonte di 5-10 anni, può ragionevolmente costruire la posizione in modo graduale, ad esempio acquistando un lingotto da 50 o 100 grammi ogni trimestre, oppure alternando lingotti e monete da investimento come Sterlina, Krugerrand o Marengo, che offrono maggiore liquidità nella rivendita frazionata. Chi invece dispone di un capitale importante da allocare in un’unica soluzione può valutare tagli più grandi, come un lingotto da 500 grammi o da 1 kg, tenendo presente che il premio sullo spot si riduce percentualmente all’aumentare del peso. In entrambi i casi, il prezzo pagato riflette sempre il fixing del giorno più il premio di pezzatura, senza costi nascosti quando ci si rivolge a un operatore professionale registrato. Per chi preferisce iniziare con un budget più contenuto, o integrare la posizione con un regalo di valore, l’oro al grammo nei tagli 18, 21 o 24 carati rappresenta un’ulteriore opzione, spesso più accessibile di un lingotto intero pur mantenendo tracciabilità e certificazione. La scelta tra lingotti, monete e oro al grammo non è quindi una questione di quale formato sia il migliore in assoluto, ma di come costruire un portafoglio equilibrato in base alla liquidità desiderata, al budget disponibile e all’orizzonte temporale dell’investimento.
Come iniziare a investire in oro fisico in sicurezza
Prima di acquistare, è utile sapere che l’oro da investimento gode di un regime fiscale specifico in Italia. La Legge 17 gennaio 2000, n. 7, che recepisce la direttiva comunitaria 98/80/CE, ha introdotto l’esenzione IVA per l’oro da investimento: rientrano nella definizione i lingotti con peso superiore a 1 grammo e purezza pari o superiore a 995 millesimi, oltre alle monete d’oro accettate dal mercato (Agenzia delle Entrate). Questo significa che il prezzo pagato per un lingotto o una moneta da investimento non è gravato da IVA, a differenza di altri beni. In pratica, acquistare oro fisico da un operatore registrato richiede pochi passaggi: la verifica dell’identità e l’adeguata verifica della clientela previste dalla normativa antiriciclaggio, la definizione del taglio e della quantità desiderata, il pagamento al prezzo del fixing del giorno maggiorato del premio, e infine la consegna assicurata o il ritiro diretto con relativo certificato di autenticità. Sono passaggi che possono sembrare burocratici, ma sono la garanzia che l’investimento resti tracciabile e facilmente rivendibile in futuro.
È altrettanto importante rivolgersi a un operatore professionale. Costanzo Gold Traders è iscritto all’OAM (Organismo degli Agenti e dei Mediatori) nel Registro degli Operatori Professionali in Oro (OPO), il nuovo registro che dal 17 aprile 2025 ha sostituito l’elenco tenuto in precedenza dalla Banca d’Italia (OAM). I lingotti che trattiamo sono inoltre certificati LBMA (London Bullion Market Association), l’associazione che gestisce le Good Delivery List riconosciute a livello mondiale e che garantisce la qualità e la tracciabilità del metallo (LBMA). Come spiega Stefano Costanzo, titolare di Costanzo Gold Traders, “nella nostra esperienza di operatori con sede a Roma, la fiducia si costruisce con la trasparenza: comunichiamo sempre il prezzo del fixing del giorno più il premio, senza sorprese al momento del pagamento”. Per approfondire i criteri di scelta tra le diverse forme di oro fisico, può consultare la nostra guida all’investimento in oro fisico o leggere chi siamo e la nostra storia nel settore.
Domande frequenti
Conviene comprare oro adesso, con le stime di J.P. Morgan a 6.000 dollari?
Non esiste un momento “perfetto” per acquistare oro fisico: le stime di J.P. Morgan indicano un trend rialzista di medio periodo, ma nel breve termine il prezzo resta volatile. Per chi ha un orizzonte di investimento pluriennale, costruire la posizione gradualmente, con acquisti periodici di lingotti o monete, riduce il rischio di comprare tutto nel punto più alto.
Meglio lingotti o monete da investimento in questa fase di mercato?
Dipende dall’obiettivo: i lingotti hanno premi sullo spot generalmente più bassi sui tagli grandi, mentre le monete come Sterlina, Krugerrand e Marengo offrono maggiore liquidità per chi prevede di rivendere frazioni della propria posizione nel tempo.
L’oro da investimento acquistato oggi è esente da IVA?
Sì. In base alla Legge 7/2000, i lingotti con purezza pari o superiore a 995 millesimi e le monete d’oro accettate dal mercato sono esenti da IVA in Italia, indipendentemente dal livello del prezzo spot.